Brave sconfiggerà il monopolio di Google?

Pensa a tutte le volte in cui ci siamo chiesti se i profili in un database fossero, realmente, profilati come il provider dichiarava. Ti ricordi anche tutte quelle volte che hai comprato pacchetti di DEM a database iper profilati e incredibilmente la tua era l’unica DEM non performante? Quante volte ti sei chiesto se le visite a quel sito di informazione erano davvero centinaia di migliaia di utenti unici?

Siamo sinceri, a volte siamo stati fortunati, altre meno, ma ogni volta il tema in discussione era la fiducia verso un provider che dimostrava, con strumenti propri, di detenere un qualche tipo di asset (e-mail, visualizzazioni, numeri di cellulare, ecc..) e noi, da poveri marketer, dopo aver letto e riletto le presentazioni, googlato, chiesto info all’amico che lavora nella multinazionale e “ne sa a pacchi” , beh, ci siamo fidati.

Inizio di una nuova era?

Ecco, proprio la fiducia, ora, è tornata prepotentemente di moda, dopo fregature, aspettative disattese e performance deludenti, finalmente siamo all’alba di una nuova era.

Si, l’alba di una nuova era, non un film di fantascienza (o forse si) ma solo una tecnologia, la blockchain, che unita ad una piattaforma, Brave, potrebbe innescare un forte cambiamento per chi fa marketing.

Brave è un software nato dai creatori di Firefox, migliore per le performance di navigazione e tutela della privacy, oltre che per la gestione efficace del blocco delle pubblicità invasive.

Introduce BAT, il token che elimina gli intermediari e remunera gli utenti che visualizzano le ADS.

Perché è innovativo? Semplice, ribalta il sistema e promuove la fruizione dei contenuti e delle ADS semplicemente remunerando gli utenti.

Brave permette di non avere intermediari tra inserzionisti e pubblico, dando la possibilità di gestire le campagne di advertising web senza dover per forza passare dal motore di ricerca di riferimento per i pagamenti (che sarebbero diretti) e nessun problema di trust su traffico generato, click e statistiche poiché è la blockchain che lo certifica. Inoltre non ci sarebbe nessuna necessità di passare dal Google Display Network per avere degli utenti da portare sul sito. Gli utenti sarebbero già verificati e validati dalla blockchain stessa.

Parleremo in maniera più approfondità di questo nuovo tipo di approccio per fare marketing a Milano, il 5 luglio al meeting Blockchain for Business.

Qui trovi il programma completo e i ticket. Ci vediamo a Milano!

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